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 "Carlo Cordellina nacque nel 1703 in Venezia da Lodovico, il quale erasi là trasportato da Vicenza sua patria, ed esercitava non oscuramente la profersione di Avvocato in quel Foro famoso e per la estemporanea eloquenza, che vi fioriva, e per metodo dei giudizi non usato da altre nazioni.
Era il mentovato Ludovico abbastanza provveduto di beni di fortuna a condurre vita decentissima. Avanzato in età prese per moglie una Vedova Cavagnis di famiglia Patrizia Veneta, e n'ebbe Carlo, che lasciò nella verde età di circa 20 anni. Come il padre fu istrutto nelle belle lettere, mirre reggi, e nella pratica del Foro avendo occasione di udire gl'illustri uomini di quel tempo: fornito di acutissimo ingegno e di un cuore eccellente si dedicò spontaneo alla onorevole professione de Avvocato, nella qual difficile carriera vinse tosto de gran lunga tutti i suoi emuli, e spiegò rara facondia con grande acume d'ingegno.
Non vi fu esempio nè prema nè poi, che giovine alcuno appena entrato in corso facesse così rapide progressi, e salisse a così alta fama. Quanto valeva nella estemporanea eloquenza non per ingannare altrui, ma per persuadere il retto, altrettanto era sommo nel diciferare le involute materie litigiose, e nel ridurre la questione alla massima semplicità nelle sue pregiate Scritture dette di contestazione.
Accoppiava alla sagacità, bontà di animo, e lealtà tale che si chiamava fortunato quando potea conciliare gli animi e gl' interessi dee litiganti. La sua opinione non era venale, ma dettata da candidezza di animo e da fino intendimento, ne abusava della sua penna o della sua parola contro coscienza. Aver grandissimo attaccamento ai suoi clienti, qualunque ne fosse la condizione."
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